ieri a Roma in uno dei più bei palazzi di Roma, Palazzo Sacchetti (1542, Antonino da Sangallo) ha avuto luogo la presentazione del Comitato Tebe, fondato da Oliva Salviati, accanto a Valery Giscard d'Estaing e Salvatore Settis.
L'ex presidente francese ha raccontato l'episodio che ha portato in evidenza il problema (fino alla comparazione tra la reazione dei francesi e quella degli italiani, per poi arrivare a illustrare le differenze tra le legislazioni (francese e italiana) per difendere il loro patrimonio dalle vendite speculative) e di come l'opinione pubblica, l'informazione e i politici hanno affrontato con forza e tempestività questi attacchi "speculativi" contro "la storia, la cultura, il DNA stesso di una nazione" uniti, con serietà, professionalità e senza lasciare alcun margine agli speculatori della finanza.
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mercoledì 28 novembre 2012
venerdì 23 novembre 2012
La castrazione italiana
in questi 2 filmati un collaboratore di Enrico Mattei (ed ex dirigente Eni) racconta fatti, che l'informazione non ha mai riportato, che spiegano in maniera semplice e schietta la storia economica e finanziaria dal dopoguerra ad oggi, di cui l'omicidio Mattei rappresenta l'origine, l'occasione storica per il nostro paese tradita dai politici di allora, il secondo e definitivo tradimento avvenuto negli anni '90 e di come si sono svolti i fatti, e quali sono stati i meccanismi, che hanno determinato la nostra situazione attuale e futura.
un documento, una testimonianza commovente, una candela che illumina i retroscena delle manovre, nell'ombra, di coloro che avrebbero dovuto lavorare per il bene dell'italia, questa storia deve essere conosciuta perché mentre noi si viveva la nostra quotidianità, si partecipava alla costruzione, al miglioramento del nostro paese, ad un livello a noi sconosciuto.
l'informazione, e di conseguenza i giornalisti (con pochissime eccezioni), in italia è sempre stata soltanto un mezzo di propaganda.
un documento, una testimonianza commovente, una candela che illumina i retroscena delle manovre, nell'ombra, di coloro che avrebbero dovuto lavorare per il bene dell'italia, questa storia deve essere conosciuta perché mentre noi si viveva la nostra quotidianità, si partecipava alla costruzione, al miglioramento del nostro paese, ad un livello a noi sconosciuto.
l'informazione, e di conseguenza i giornalisti (con pochissime eccezioni), in italia è sempre stata soltanto un mezzo di propaganda.
mercoledì 21 novembre 2012
Ken Loach e l'ipocrisia italiana
Lezione di Coerenza da Ken Loach che ha rifiutato il premio del Festival di Torino, motivandolo con un comunicato.
"È con grande dispiacere che mi trovo costretto a rifiutare il premio che mi è stato assegnato dal Torino Film Festival, un premio che sarei stato onorato di ricevere, per me e per tutti coloro che hanno lavorato ai nostri film. I festival hanno l'importante funzione di promuovere la cinematografia europea e mondiale e Torino ha un'eccellente reputazione, avendo contribuito in modo evidente a stimolare l'amore e la passione per il cinema. Tuttavia c'è un grave problema, ossia la questione dell'esternalizzazione dei servizi che vengono svolti dai lavoratori con i salari più bassi. Come sempre, il motivo è il risparmio di denaro e la ditta che ottiene l'appalto riduce di conseguenza i salari e taglia il personale. È una ricetta destinata ad alimentare i conflitti. Il fatto che ciò avvenga in tutta Europa non rende questa pratica accettabile.A Torino sono stati esternalizzati alla Cooperativa Rear i servizi di pulizia e sicurezza del Museo Nazionale del Cinema (MNC). Dopo un taglio degli stipendi i lavoratori hanno denunciato intimidazioni e maltrattamenti. Diverse persone sono state licenziate. I lavoratori più malpagati, quelli più vulnerabili, hanno quindi perso il posto di lavoro per essersi opposti a un taglio salariale. Ovviamente è difficile per noi districarci tra i dettagli di una disputa che si svolge in un altro Paese, con pratiche lavorative diverse dalle nostre, ma ciò non significa che i principi non siano chiari. In questa situazione, l'organizzazione che appalta i servizi non può chiudere gli occhi, ma deve assumersi la responsabilità delle persone che lavorano per lei, anche se queste sono impiegate da una ditta esterna. Mi aspetterei che il Museo, in questo caso, dialogasse con i lavoratori e i loro sindacati, garantisse la riassunzione dei lavoratori licenziati e ripensasse la propria politica di esternalizzazione. Non è giusto che i più poveri debbano pagare il prezzo di una crisi economica di cui non sono responsabili.
Abbiamo realizzato un film dedicato proprio a questo argomento, 'Bread and Roses'. Come potrei non rispondere a una richiesta di solidarietà da parte di lavoratori che sono stati licenziati per essersi battuti per i propri diritti? Accettare il premio e limitarmi a qualche commento critico sarebbe un comportamento debole e ipocrita. Non possiamo dire una cosa sullo schermo e poi tradirla con le nostre azioni. Per questo motivo, seppure con grande tristezza, mi trovo costretto a rifiutare il premio".
Che presuntuoso!!!
io vedo gli italiani come dei bambini dell'asilo, non sanno, non conoscono nulla, si fidano dei più grandi, della maestra, dei genitori, del preside, delle uniformi, ma se viene un signore sconosciuto che gli offre una caramella ("blu" o "rossa"?) sono stati educati alla paura del diverso, rifiutare, odiare e scappare, mentre dei preti ci si deve fidare "senza se e senza...ahi"...sono preda di manipolatori, dei "Furbi", di mascalzoni imbellettati perché sono ancora ingenui, ignoranti, non acculturati e tutti in fila, eccitati andranno a votare per i "grandi fratelli", quelli "buoni", per il più simpatico, per il più rassicurante o per il più bello.Con quale emozione attenderanno i risultati, come le "estrazioni del lotto", col sogno di cambiare la loro vita, con la speranza illusoria di un domani migliore, e saranno sempre delusi…(dicono "abbiamo vinto"!!! ma poi non cambia niente...sia che vinca la destra o la sinistra, si va comunque nella stessa direzione, quella degli interessi della finanza), perché sono stati educati ad accontentarsi, a raccogliere briciole, a reprimere le potenzialità, il talento e a trasmettere questo insegnamento ai figli, a credere nel misticismo, nelle fattucchiere, nella fortuna che scende dal cielo, nei miracoli…credono che dio sia buono ma solo con loro e solo dietro donazioni e preghiere, mentre i bambini palestinesi o africani "poverini" si arrangino, chiedono la grazia (una raccomandazione più alta) per una vincita, per un tumore, per un'esame, un concorso…
Poi ci sono quelli delle "elementari" ai quali è stato insegnato che bisogna scegliere a "chi" o "cosa" appartenere e che, la ragione, la giustizia è di destra o è di sinistra ma "moderatamente", e non gl'importa se quei partiti hanno cancellato quelle idee, se le loro intenzioni e le azioni sono totalmente differenti, seguono quel sogno indotto affidandosi a fantocci bugiardi ma col vestito giusto, sono come i carabinieri, come i cani, sono fedeli "nei secoli", non importa se il padrone li bastona, se gli raziona il cibo mentre lui si abbuffa, non devono giudicare le azioni dei loro capi, perché ci sono ragioni superiori che loro non possono capire, ragioni di stato...quindi quello che devono limitarsi a fare, nei rapporti con le istituzioni dello stato è di ubbidire a qualcuno che abbia la patente parlamentare, di destra o di sinistra non importa, di seguire le regole anche se sono stupide, inutili o controproducenti…c'è bisogno di liberi pensatori…
LE 10 REGOLE PER IL CONTROLLO SOCIALE di Noam Chomsky
LE 10 REGOLE PER IL CONTROLLO SOCIALE di Noam Chomsky
L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche.
1 – La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste
nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
La fabbrica delle idee
Ogni potere che domina fabbrica un ideologia che lo giustifichi e lo sostenga.
Le idee sono libere solo quando non hanno interessi da difendere, le mie idee possono essere considerate tali (fino a prova contraria).
Diffidate da filantropi industriali, dai pensatori col colletto bianco, perchè spesso non parlano per conto proprio, ma per conto delle azioni che posseggono.
Ad esempio la libertà, quella di commercio, di iniziativa e di pensiero è stata creata dagli industriali, e serviva a giustificare il nuovo potere nascente, quello del denaro. Non più diritti divini, non più diritti di sangue, ma un nuovo potere, che doveva portare dei bifolchi arricchiti da ferrovie e carbone allo stesso tavolo con nobili e marchesi. Il potere si era spostato dai possedienti terrieri agli industriali.
Questo accadeva molto tempo fa, ed il tipo che ha postulato queste teorie (vi aiuto: comincia con la M e finisce con la X) non ha vissuto i nostri tempi.
Ma la sua teoria, quella materialistica, è sempre valida. Le idee che dominano sono prodotte da chi domina e da chi ha il potere per diffonderle. Questo non vuol dire assolutamente che siano giuste, vere o sbagliate. Sono le idee della classe dominante, che le utilizza per garantirsi l’esistenza.
Oggi, nel paese della pizza, una fabbrica delle idee lavora giorno e notte per garantire l’esistenza della classe che domina.
Successo e riconoscimento nella società moderna.
Sul successo ed il riconoscimento sociale, ho una mia personale teoria per cui il non vincere è "il riconoscimento" in una società cresciuta ed educata da un sistema collaudato e perfezionato nei secoli, con pensiero e coscienza plasmati dai poteri dominanti e, valori spesso opposti a quelli enunciati, dichiarati o anche solo accennati da questi "cattivi maestri" (artisti intellettuali) del nostro tempo, il cui compito è quello di scuotere, far vibrare, mettere in movimento quelle corde invisibili che uniscono la coscienza al pensiero.
L'artista di successo è l'artista compreso, rappresentativo del pensiero della maggioranza della società, il cantore dei valori dell'esistente il quale non può non esprimersi che all'interno di un campo intelletivo, culturale e di sentimenti rasente la superficie di queste qualità umane, quindi inevitabilmente "superficiale".
Ogni altra espressione muovendosi verso la profondità è inversamente proporzionale alla quantità di persone capaci di comprenderla o condividerla.
Pensieri a orologeria

Sei Pecora o Terrorista?
(Tra incudine e martello)
*con sottotesto posticipato per essere letto alla fine (c'è una ragione..)
Premessa: è con la violenza che si comanda, non con l'intelligenza (che è il suo opposto)...e la religione assieme alla cultura borghese, con cui ci hanno educati, permette ai violenti di controllarci e comandarci, grazie alla paura, col meccanismo carota-bastone.
(quale progresso dai tempi dell'inquisizione o dalle origini della civiltà? N
è più violento assumersi la responsabilità di ucciderti, o spingerti ad ucciderti?
perché i giovani (e ribelli) si auto-distruggono con ogni mezzo?)
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