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mercoledì 21 novembre 2012


100 SCIMMIE


Nel 1952, sull'isola di Koshima, alcuni scienziati davano da mangiare alle scimmie delle patate dolci sepolte nella sabbia.
Le scimmie apprezzavano le patate, ma trovavano la sabbia assai sgradevole.
Accadde però che un giorno una femmina di 18 mesi scoprì che era in grado di risolvere il problema lavando le patate in un ruscello vicino.
Successivamente insegnò questo trucco a sua madre e così in seguito anche ai suoi compagni di gioco che a loro volta lo insegnarono alle loro madri.
Questa novità fu gradatamente accolta dalle varie scimmie sotto l’attenta osservazione degli scienziati.
Soltanto, però, le scimmie adulte dei figli “intelligenti” ebbero un miglioramento collettivo, le altre, per contro, continuarono a mangiare le patate sporche di sabbia (un po’ come accade ancora oggi tra le persone che credono che al cambiamento del nostro sistema bancario non vi sia rimedio solo perchè non conoscono un’alternativa).
Poi accadde qualcosa di veramente notevole in quanto un certo numero imprecisato di scimmie sull'isola di Koshima imparò a lavare le patate.
Se ipotizzassimo che le scimmie che avevano imparato a lavare le patate fossero state 99, un dato giorno, alla numero 100, si verificò una cosa tremendamente interessante: tutte le scimmie sull'isola iniziarono a lavarele patate dolci prima di ingerirle.
Il contributo di quella centesima scimmia aveva innescato la diffusione di una vera e propria consapevolezza collettiva!
Gli scienziati restarono inoltre sorpresi nel notare che quella nuova abitudine aveva anche attraversato il mare. Riscontrarono infatti che intere colonie di scimmie, sulle altre isole, avevano cominciato a lavarsi le patate dolci.
Quella ideale centesima scimmia, insomma, aveva instillato in tutte le altre una nuova coscienza collettiva.
E’ come se, superato un certo numero critico, si raggiungesse una nuova consapevolezza e questa venisse passata da un individuo all’altro (copiando si impara! Non è “disonestà” come viene insegnato tra i banchi
di scuola ai bambini. E’ una forma di collaborazione!). 
Il fenomeno delle cento scimmie indica che, quando vi sono poche persone che conoscono qualcosa di nuovo tale concetto rimane circoscritto ai pochi eletti. 
 (CoscienzaUniversale)

il tempo


Quando ti sembra di avere troppe cose da gestire nella vita, quando 24
ore in un giorno non sono abbastanza... ricordati del vaso della
maionese e dei due bicchieri di vino... Un professore stava davanti
alla sua classe di filosofia e aveva davanti alcuni oggetti, quando la
classe incominciò a zittirsi prese un grande barattolo di maionese
vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf, chiese poi agli
studenti se il barattolo fosse pieno e questi risposero che lo era.
Il professore allora prese un barattolo di ghiaia e la rovesciò
nel barattolo di maionese, lo scosse leggermente e i sassolini si
posizionarono negli spazi vuoti tra le palline da golf.

Istinto, Cervello e Credo


 L’essere umano contemporaneo è la risultante di un lungo processo di evoluzione che lo ha portato a distinguersi dagli altri esseri viventi. L’uomo nasce in quella fase dell’evoluzione in cui “la determinazione istintiva scese al minimo e lo sviluppo del cervello raggiunse il massimo” (E. Fromm, Anatomia della distruttività umana), ovvero di una combinazione che non si era mai verificata nell’evoluzione animale.


La caverna di platone


"Si immaginino dei prigionieri che siano stati incatenati, fin dall'infanzia, nelle profondità di una caverna. Non solo le membra, ma anche testa e collo sono bloccati, in maniera che gli occhi dei malcapitati possano solo fissare il muro dinanzi a loro.

Si pensi, inoltre, che alle spalle dei prigionieri sia stato acceso un enorme fuoco e che, tra il fuoco ed i prigionieri, corra una strada rialzata. Lungo questa strada sia stato eretto un muricciolo, lungo il quale alcuni uomini portano forme di vari oggetti, animali, piante e persone. Le forme proietterebbero la propria ombra sul muro e questo attrarrebbe l'attenzione dei prigionieri. Se qualcuno degli uomini che trasportano queste forme parlasse, si formerebbe nella caverna un'eco che spingerebbe i prigionieri a pensare che questa voce provenga dalle ombre che vedono passare sul muro.


Successo e riconoscimento nella società moderna.


Sul successo ed il riconoscimento sociale, ho una mia personale teoria per cui il non vincere è "il riconoscimento" in una società cresciuta ed educata da un sistema collaudato e perfezionato nei secoli, con pensiero e coscienza plasmati dai poteri dominanti e, valori spesso opposti a quelli enunciati, dichiarati o anche solo accennati da questi "cattivi maestri" (artisti intellettuali) del nostro tempo, il cui compito è quello di scuotere, far vibrare, mettere in movimento quelle corde invisibili che uniscono la coscienza al pensiero.
L'artista di successo è l'artista compreso, rappresentativo del pensiero della maggioranza della società, il cantore dei valori dell'esistente il quale non può non esprimersi che all'interno di un campo intelletivo, culturale e di sentimenti rasente la superficie di queste qualità umane, quindi inevitabilmente "superficiale".
Ogni altra espressione muovendosi verso la profondità è inversamente proporzionale alla quantità di persone capaci di comprenderla o condividerla.

al tuo fianco...


A volte penso al senso della vita, della mia vita.
E ripenso a quando da bambino volevo scrivere di come gli adulti ci fanno soffrire, così da poter aiutare gli adulti e me da grande, affinchè tutti i bambini potessero essere più felici.
Ci ho provato.
Ma non ci sono riuscito.

Poi da ragazzo, la musica che mi ha salvato e segnato per tutta la vita, l'adolescenza, la condivisione, l'amicizia unica e potente come il tuono, l'universo senza confini del mio pensiero e delle sensazioni, delle consapevolezze trascendentali, dell'amore come chiave universale che spingeva da dentro di me verso gli altri, quando volevo salvare il mondo dal dolore e dalle ingiustizie, dai vegetali agli animali agli uomini...in modo che tutti, poveri, ricchi ed intermedi potessero trovare la felicità in armonia, bastava che i ricchi ed i potenti si accontentassero di un pò meno, solo un poco, anche se più degli altri...
Ora lo so che era un modo ingenuo (e cristiano) di risolvere i problemi...(you may say i'm a dreamer...)
Ci ho provato.
Ma non ci sono riuscito.